| Evan P.O.V.
-"Tanti auguri Sick!"
Uccidere. Uccidere gli indegni esseri che lo chiamavano Sick e ridevano. Perchè non c'era divertimento migliore che vedere il secchione infuriarsi sempre di più il giorno del suo compleanno. Evan li guardò uno ad uno, dietro gli occhiali, con malcelato odio.
-"Un anno di più in questa valle di lacrime, Sick."
Li odiava tutti. Sentiva la sua maledetta testa pulsare e diventare leggera, come se il suo cervello fosse caduto sul morbido... Doveva essere furia. Probabilmente.
-"Esprimi un desiderio!"
Una frase senza "Sick", facevano passi in avanti, eh? Non era cosi difficile... adesso dovevano fare in modo di non usarlo mai più, e magari il suo desiderio si sarebbe realizzato! Ma ovviamente no. Abbassò lo sguardo verso la torta... dieci candeline. Dieci anni. Dieci lucine che brillavano fiduciose, prima di venir spente da un semplice soffio, e di diventare una penosa, ovvia e stupida copia delle candeline di tutti gli anni prima. Chiuse gli occhi, tramortito dalla testa che pulsava maledettamente...
Vorrei tanto che morissero.
La penosa, ovvia e stupida richiesta che faceva ogni anno da quando aveva un minimo di ragione, e che mai era stata accolta. Soffiò sulle candeline, accolto da degli applausi, segno che doveva averle spente tutte... come sempre. Era ora di aprire gli occhi e scoprire che erano ancora tutti li.
-"BrOuOIVOO!!!"
Evan si guardò attorno, perplesso. L'atmosfera distorta e soffocante, come un quadro di Munch, circondava Evan, con ombre li dove prima dovevano esserci i suoi compagni di classe. Era l'unica cosa tangibile, di carne e ossa, in quella massa informe di ombre e di... di tempera? Si.. sembrava.. sembrava colore a tempera... sembrava che stesse colando... Un'ombra si avvicinò a Evan, ringhiando, per portarlo con se in quel mondo di tela... perchè doveva essere tela, se c'era tempera, no? Prese un'arma, una qualsiasi cosa, e la mosse verso la cosa che veniva verso di lui.
Realtà
Evan si svegliò di soprassalto, cominciando ad annaspare, alla ricerca d'aria. Era in mensa. In mensa... era passato. Si distese sulla sedia tentando di tranquillizzarsi, mentre cercava di rallentare il respiro, ancora leggermente confuso. Era un sogno... era tutto passato... Sapeva benissimo come andava a finire il... "sogno". Aveva accoltellato un compagno di classe, erano seguiti due mesi di infermeria e quindi un mese di sospensione, e la gente aveva smesso di avvicinarsi... finalmente. Era stata una visione orrenda... era stato orribile svegliarsi da quell'incubo completamente insanguinato... oh, era terribile anche per lui. Insomma, era un bambino. Ma non si poteva dire che non ci fossero stati i lati positivi... Purtroppo non era morto nessuno, ma non volevano stargli accanto, quindi era come se fossero morti tutti. Evan cominciò a massaggiarsi le tempie, intorpidito dal risveglio improvviso, mentre gettava un'occhiata confusa alle carte disposte sul tavolo, alla rinfusa. Ah si... ci stava lavorando e poi si era addormentato. Come al solito, non tutti i mali venivano per nuocere... La mensa era vuota... ovviamente, se no qualcuno l'avrebbe svegliato prima e non avrebbe potuto godere di quei pochi secondi di sonno. Faceva sempre comodo, una cattiva fama.
-"..hn..."
Si riconcentrò di nuovo sui fogli lasciati in sospeso, leggermente assonnato, solo dopo aver fatto particolare attenzione che non ci fosse nessuno. Accertato questo, e quindi posato di nuovo gli occhi sui fogli di lavoro, cercò di vedere se i minuti di riposo potevano aver giovato alla sua mente. Al massimo si sarebbe addormentato ancora. |