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Panic in Infermeria, Soccorsooooo!!
view post Posted on 15/12/2006, 10:33Quote
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† Queen of Decadence †

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 15:46


Panic arrivò all’infermeria.
Sembrava deserta, quindi si accomodò su una sedia accanto ad un lettino e rimase in attesa che qualcuno arrivasse.
Odiava le infermerie, gli ospedali, l’odore intenso di camera sterilizzata e di disinfettante gli davano alla testa, gli facevano venire un senso di nausea.
Il sangue dalla ferita ancora non si era bloccato, anche se il flusso era notevolmente diminuito, e il sangue perso continuava notevolmente ad aumentare la nausea. Ma trattenne l’istinto di vomitare e attese tranquillo e senza fare una piega che arrivasse qualcuno.

Per i dettagli: QUI


Edited by hiei_nyx - 15/12/2006, 19:49

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C’è un Dio che ti abbandona. C’è un demone che ti salva. Spero che sia un Demone carino. Si dice che un uomo, se, nella sua vita, s’impegna a fondo in ogni cosa, possa ottenere le ali. Le mie ali sono nere come quelle di un pipistrello. Ma finche potrò volare mi andranno bene. In fondo, se avessi le ali.. m’intralcerebbero le mani.

Angel Sanctuary - Kaori Yuki
******************************


******************************
Ho sentito che per te il rosso è il colore della penitenza...
Penitenza decisa da chi? Dio?
Dio non salva nessuno, ricordalo.
Tu sei l'unico in grado di salvare te stesso!
Sei libero di morire, è una buona via di fuga...
Nel caso tu morissi, le cose rimarrebbero immutate
Se invece tu decidessi di vivere... qualcosa potrebbe cambiare.

Saiyuki -Genjo Sanzo Hoshi

******************************


CITAZIONE

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Questo luogo non è il Paradiso.
Questo luogo non è l'Inferno.
Questo luogo non è niente che tu possa aver immaginato.

La Morte non è stata la Fine.
La Morte non è stata la Risposta.
La Morte è stata solo l'Inizio.

ORA COSA INTENDI FARE?

Darai retta alla voce nella tua testa
Che ti dice semplicemente di lasciar perdere tutto?

Oppure Combatterai ANCORA,
Amerai ANCORA,
Sentirai ANCORA la Passione
che ti impedisce di riposare in pace?

L'Oblio è la via d'uscita più semplice.
La Vita dopo la Morte è dura.

S C E G L I .

Avrai l'eternità per soppesarne le conseguenze.

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Koaku
view post Posted on 15/12/2006, 14:29Quote

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Evan P.O.V.



Faceva dannatamente freddo. C'era un orrendo odore di varichina.
Odiava quel posto con tutto il suo cuore, e non ci sarebbe entrato neanche se gli andava in cancrena un braccio...
Ma visto che l'infermiera non si sapeva dove fosse LUI doveva stare la, in quell'orrendo posto, l'unico scienziato che ci capisse anche un po di anatomia.
Poteva solo sperare che ci fosse un codice nero... che voleva dire morte. In tal caso, non mandavano la salma da lui, no?
Oppure che godessero tutti di splendida salute.
Brutta cosa da pensare... ma qualsiasi cosa pur di stare da solo e smaltire la nausea per quel DISGUSTOSO odore.
Si. Era per la nausea che aveva sentito quei rumori. Non era vero che qualcuno era entrato... non era il rumore del sangue che colava per terra quel ticchettio... non c'era nessuno in quella stanza....
Certo che no... insomma, gli esserini inutili in quella scuola PARLAVANO, di solito, e fino a quel momento era rimasto tutto in silenzio.
Si era sicuramente immaginato la porta che si apriva.
...Ma non poteva essere immaginazione l'ondata di liquido rosso che invadeva la stanza, passando sotto il paravento e arrivando ai piedi del letto su cui era sdraiato...
Evan sospirò, pensando mestamente che non poteva lasciarlo dissanguare... Insomma, il corpo poteva anche nasconderlo, ma il sangue era un casino toglierlo... un pò di luminol ed era fregato.
Si mise in piedi, tirando da una parte il paravento e portandosi allo sguardo dell'emofiliaco... dell'idiota che riusciva a ferirsi in volto.
Era sorprendente quanto sangue potesse contenere il corpo umano... Per un attimo decise di mettersi da una parte e scommettere su quando sarebbe morto dissanguato, ma poi prese del cotone e del disinfettante e si avvicinò, sospirando.


-"La ferita. Te la sei procurata in un qualche modo specifico? Cane, animali domestici, ti è caduto addosso qualcosa..."

Se era stato per un cane era una buona scusa per far uccidere il cane di Yuri...
Se gli era caduto addosso qualcosa poteva essere anche tetanica...
Oppure era uno di quei disgustosi parassiti che decidevano di infliggersi dolore, come se ciò potesse aiutare qualcuno.
L'inutilità degli essere umani era ogni giorno più grande...
Sospirò nuovamente, imbevendo il cotone di disinfettante, quindi tentò di togliere un po di sangue, tanto per capire DOVE fosse il problema...
Quando lo si cercava, un guaritore mai, eh?


Edited by Koaku - 15/12/2006, 15:53
 
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view post Posted on 15/12/2006, 19:48Quote
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† Queen of Decadence †

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 15:46


Panic di primo impatto ebbe l’impressione che anche quell’uomo non avesse poi una gran voglia di trovarsi in quel posto.
Lo osservò per qualche istante, riflettendo su quale risposta dargli.
Ma perché i medici, gli infermieri e i guaritori non si limitano mai a curare i pazienti senza fare domande?
Certo era che non aveva alcuna intenzione di stare lì a giustificarsi, inoltre se gli avesse detto che era stato un mostro non meglio identificato che era comparso nel suo sogno, dubitava che gli avrebbe creduto.
"Non me lo ricordo." mentì spudoratamente "Mi sono svegliato che c’era." ecco, questo era vero.
Panic scostò quindi lo sguardo puntandolo in un punto imprecisato nell’angolo d’incontro tra il muro e il pavimento, oltre le spalle di quell’uomo, sperando che questo recepisse che non aveva alcuna intenzione di aggiungere altro sull’accaduto.
Domande, domande, sempre domande. Perché la gente non si fa mai gli affari suoi? Io odio le domande... e soprattutto quelle a qui non aveva una risposta chiara, semplice e concisa.

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C’è un Dio che ti abbandona. C’è un demone che ti salva. Spero che sia un Demone carino. Si dice che un uomo, se, nella sua vita, s’impegna a fondo in ogni cosa, possa ottenere le ali. Le mie ali sono nere come quelle di un pipistrello. Ma finche potrò volare mi andranno bene. In fondo, se avessi le ali.. m’intralcerebbero le mani.

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Ho sentito che per te il rosso è il colore della penitenza...
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Dio non salva nessuno, ricordalo.
Tu sei l'unico in grado di salvare te stesso!
Sei libero di morire, è una buona via di fuga...
Nel caso tu morissi, le cose rimarrebbero immutate
Se invece tu decidessi di vivere... qualcosa potrebbe cambiare.

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CITAZIONE

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La Morte non è stata la Risposta.
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ORA COSA INTENDI FARE?

Darai retta alla voce nella tua testa
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Oppure Combatterai ANCORA,
Amerai ANCORA,
Sentirai ANCORA la Passione
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Koaku
view post Posted on 15/12/2006, 23:31Quote

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Evan P.O.V.



"Non me lo ricordo. Mi sono svegliato che c’era."

Eccolo la. dava un minimo di fiducia ad un essere umano e veniva ripagato cosi.
Era ovviamente una bugia. Evan non era un genio in comunicazioni con altri esseri viventi, ma era ovviamente una bugia.
Forse perchè era una risposta probabile in un mondo in cui i coniglietti dolciosi andavano a braccetto con il candido lupetto delle fiabe.
O magari, solamente perchè un simile... morso, a quanto pareva dalle ferite, non si subiva senza riuscire poi a ricordarselo. A meno di un'amnesia.
Era una specie di morso, e lo si poteva vedere abbastanza bene, dopo aver disinfettato e tolto un po di sangue.
Dopo quell'operazione avrebbe dovuto passare con i punti... ma non avendo idea del motivo della ferita non poteva sapere neanche se peggiorava in un qualche modo.


-"Il fatto è questo: se è stato un cane la sua bava può contenere qualche batterio che può causarti la meningite. Se hai sbattuto contro qualcosa devo vedere se curarti anche per la tetanica. Il minimo, comunque, visto le condizioni igeniche di questo posto, è lo stafilococco. Ma visto che io mi diverto a farvi domande inutili, sono un gran burlone, ovviamente ora sto scherzando."

Aveva trovato un esempio vivente che il cervello non era un organo fondamentale all'esistenza...
Forse poteva chiamare qualche collega e farlo visitare, cosi da renderlo noto al mondo intero.
Evan si voltò, dirigendosi verso un tavolo, prendendo poi a trafficare nei cassetti degli attrezzi, girandosi infine con in mano dei lacci emostatici.


-"Legatene uno al collo e vedrai che l'emorragia si arresta."

Evan lanciò un laccio a Panic, prima di sedersi su una sedia.
Se la gente credeva facesse domande cretine, per una volta poteva adeguarsi, facendo anche cose cretine. Un bell'amplen.
E poi, visto il paziente, un laccio emostatico stretto attorno al collo non cambiava nulla.
Evitava la cancrena ed evitava lo spreco di sangue.
Per il cervello non doveva esserci più qualcosa da fare da parecchio tempo...
Meglio un laccio emostatico che amputare la testa perchè andava in cancrena.
 
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view post Posted on 16/12/2006, 00:15Quote
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† Queen of Decadence †

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 15:46


Panic tornò ad osservare Evan mentre questo gli parlava. Decisamente, il discorso filava.
Prima che però potesse dire o anche pensare qualsiasi cosa, Evan gli lanciò quel laccio emostatico dicendogli di legarselo al collo. Panic rimase ad osservare un po’ confuso il laccio emostatico per qualche secondo, poi senza volerlo si lasciò scappare un rapido sorrisino semi-divertito. Per qualche assurdo motivo, dopo quella reazione, Panic seppe che quell’uomo gli piaceva.
"Va bene." disse Panic nuovamente serio, arrendendosi.
Cominciò a riflettere. Certo non era facile spiegargli come diavolo si era fatto quella ferita.
Era un morso, era decisamente un morso "E’ stato..."
Ripensò alle parole di Evan riguardo al fatto che se era stato un cane la sua bava poteva contenere qualche batterio.
Bè, non era un cane, ma decisamente di bava ne aveva.
E non era nemmeno molto convinto che le condizioni igieniche di quel mostro fossero state buone.
"Un cane. E’ stato un cane." concluse.

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ORA COSA INTENDI FARE?

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Che ti dice semplicemente di lasciar perdere tutto?

Oppure Combatterai ANCORA,
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Koaku
view post Posted on 16/12/2006, 14:47Quote

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Evan P.O.V.


"Va bene."

...Non aveva più una scusa per lasciarlo li a morire. Maledizione.
Evan sospirò, premendo il cotone contro la ferita in modo che non uscisse ancora il sangue, notando che la ferita era particolarmente profonda...
Non era un bene. Una ferita profonda divideva ancor di più la carne, e tentare di fare i punti voleva solo dire piantare l'ago in una fetta di carne tremolante.
La nausea crescette all'improvviso mentre faceva questo pensiero...


"Un cane. E’ stato un cane."

Non sembrava... molto... come dire... convinto?
Evan sbuffò, scotendo la testa. Non era proprio la persona più indicata per capire ciò che provavano altri esseri viventi.
C'era uno psicologo nella scuola, perchè togliergli il lavoro?! Probabilmente aveva anche studiato per raggiungere quel posto... quindi lui che cosa si metteva a cercare di comprendere la psiche umana?
Probabilmente era l'idiozia nell'aria, aveva raggiunto anche lui...


-"Ho una notizia positiva: sicuramente non ha preso un'arteria, e dal colore del sangue non è neanche una vena."

Il sangue non usciva più come prima... bhè, un'altro lato positivo sicuramente.
Aveva disinfettato, indossava i guanti e il sangue non usciva più... era ora di avvicinare la carne.
Fra l'altro, doveva essere stato un cane enorme... e quindi probabilmente doveva essere stato un cane di Yuri.
Oooh, splendido... aveva una buona scusa per farlo uccidere... quel ragazzo portava parecchi lati positivi!


-"Mi puoi dire con cosa hai fermato il sangue, prima? Sempre per lo stafilococco... vista la posizione del morso, nel caso ci sia il batterio su detto, c'è la possibilità che attacchi la pelle, il cranio o il sistema nervoso centrale."

Per la pelle era poco preoccupante. Disgustose bolle marroni, ma sparivano nel giro di una settimana.
Per il cranio era decisamente più preoccupante... lo stafilococco che colpiva le ossa era sempre preoccupante.
Per il sistema nervoso centrale, diciamo che poteva anche divenire paralitico.
Ovviamente, se il rimanere a contatto con l'aria per tutto quel tempo gli aveva dato anche la meningite...
Due batteri che agivano assieme non erano mai belli.
Avendo controllato che le carni fossero pulite, Evan avvicinò gli estremi di una delle tante ferite, ripoggiandoci sopra il cotone e cercando, con la mano libera, l'ago e il filo.
C'era di buono che non dovevano essere molti punti, essendo la ferita un insieme di buchi per via dei denti.
C'era di cattivo che c'erano parecchi buchi, e quindi voleva dire parecchio lavoro... oltre che un certo stress perchè poteva anche cominciare a gridare.


-"Finito di ricucire dovresti descrivere ad un mio collega il cane. Dobbiamo prendere un campione della sua bava e sperare che non abbia la rabbia... Oltre che fame. Ah, comincio con i punti... distraiti."

Appena finito di dire questo, con voce abbastanza neutra, cominciò un sapiente lavoro di cucitura degno di una massaia.
Una massaia che lavorava con un ago ad uncino e che forava la carne, ma quello era.
Al terzo punto recise il filo, facendo un nodo resistente, passando del disinfettante sul punto dove aveva appena cucito.
Perfetto. Un dente di... non voleva neanche contarli.
Fortunatamente, i molari formavano una specie di linea completa, non costringendolo a dover recidere il filo ogni volta...
Ci scommetteva che in laboratorio quella cosa non sarebbe successa
...
 
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view post Posted on 16/12/2006, 17:26Quote
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† Queen of Decadence †

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CITAZIONE
-"Mi puoi dire con cosa hai fermato il sangue, prima? Sempre per lo stafilococco... vista la posizione del morso, nel caso ci sia il batterio su detto, c'è la possibilità che attacchi la pelle, il cranio o il sistema nervoso centrale."

"Spirito e cotone. Esattamente come hai fatto tu." rispose Panic come se fosse la cosa più ovvia del mondo "Non l'ho fatto certo con uno straccio da spolvero." aggiunse guardando Evan quasi con un'aria di sfida.
Quella si che gli sembrava una domanda stupida! Ma veramente 'quello lì' lo aveva preso per un idiota che si medicava una ferita con qualcosa di non sterile?

CITAZIONE
-"Finito di ricucire dovresti descrivere ad un mio collega il cane. Dobbiamo prendere un campione della sua bava e sperare che non abbia la rabbia... Oltre che fame. Ah, comincio con i punti... distraiti."

Eccola lì. Perfetto. E che si inventava adesso?
Annuì. Qualcosa in mente gli sarebbe venuto.

Strinse i denti mentre Evan gli apportava i punti, sopportava bene il dolore, e non emise un fiato. Non lo avrebbe fatto comunque davanti a lui.
Quando l'altro ebbe terminato il suo lavoro, Panic si alzò dalla sedia e fece per andarsene via senza dire una parola... sperando di evitare la storia della descrizione del cane.

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Koaku
view post Posted on 16/12/2006, 18:37Quote

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Evan P.O.V.



"Spirito e cotone. Esattamente come hai fatto tu."

...spirito? Spirito... etanolo?
Dannazione, era cominciato a sembrargli un tipo INTELLIGENTE... e veniva ripagato con dello SPIRITO?!


"Non l'ho fatto certo con uno straccio da spolvero."

Ben magra consolazione!
Eccolo la, pure il ragazzo sembrava pure innervosito per la domanda...
Aveva in mente cinquanta parole per rendere logico quel nervoso, ma preferì sfogarsi su quei maledetti punti.
Quando il cervello lo si comprava al supermercato quelle cose succedevano, in fondo.


-"Piuttosto che usare ETANOLO sarebbe stato meglio uno straccio da spolvero! Vuoi dire che hai usato un VASODILATATORE su una ferita?!"

Lo credeva bene che c'era un lago di sangue... aveva usato ALCOL.
ALCOOL. SU UNA FERITA.
E se moriva dissanguato era pure colpa sua... rendere noto che era il paziente ad aver usato l'acool, vasodilatatore per eccellenza e che perdipiù ledeva la carne, era possibile, ma nessuno poteva credere che fosse cosi CRETINO.
O comunque dicevano che era colpa della disinformazione. Santo Dio
...

-"E comunque, tanto per essere fiscali, ho usato acqua ossigenata... Purtroppo non posso usare dell'alcool su una ferita, mi denuncerebbero di tentato omicidio."

Poteva solo sperare di piantare l'ago ben dentro il suo cervello, cosi, tanto perchè si risvegliasse.
Anche se, dalle ultime scoperte, cominciava a dubitare che sapesse dell'esistenza dei neuroni.


[Dopo un pò...]

Evan disinfettò anche l'ultimo punto, voltandosi verso il tavolo dove aveva lasciato la garza, abbandonando le forbici e il cotone pregno di sangue sulla scrivania. Tanto, con tutto il sangue per terra, il luogo decisamente non era più asettico.
Doveva pure cambiarsi gli stivali. Dannazione.
...Aspetta. Il ragazzo si era alzato, a quanto pareva dal rumore...
E si stava dirigendo... verso la porta.
Evan alzò gli occhi al cielo, voltandosi verso il ragazzino che cercava di svignarsela.


-"DILLO che vuoi tornare qui la prossima volta con, al posto del sangue, un mare di pus che sgorga dalle ferite... DILLO che adori soffrire, che ami le infezioni..."

Seriamente, cominciava a pensare che il mondo si IMPEGNASSE ad essere cosi stupido.
Evan mostrò, con la mano destra, un rotolo di garza, immaginando o meglio, illudendosi che l'altro capisse che doveva quantomeno coprire i punti, mentre con la mano sinistra faceva dei cenni verso la sedia dove il ragazzo era seduto fino a poco prima.
Almeno non c'erano problemi... per rompere i punti bisognava sforzare il punto in cui c'era la ferita. Essendo la ferita del ragazzo sulla fronte, non vi erano problemi. Per rompere i punti avrebbe dovuto usare il cervello, e non c'era alcun pericolo che una cosa simile succedesse.
Certo, uno che si impegnava cosi tanto ad andarsene poteva essere ripagato ignorandolo, facendo quindi in modo che uscisse... ma poi rischiava che le ferite marcissero e suppurassero, e quindi veniva il pus, e la pelle marciva, e la colpa andava a lui perchè non aveva finito il lavoro...
Lui e la sua mania di studiare tutto... se lasciava perdere anatomia in quel momento rimaneva nel suo bel laboratorio e non doveva sopportare una cosa simile, anzi, sarebbe potuto rimanere in un angolo a osservare il lento progredire dell'infezione, scommettendo qualcosa.
E invece no. Doveva curarla.
 
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† Queen of Decadence †

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CITAZIONE
-"E comunque, tanto per essere fiscali, ho usato acqua ossigenata... Purtroppo non posso usare dell'alcool su una ferita, mi denuncerebbero di tentato omicidio."

Mmm... bene, ora capisco perchè le istitutrici al riformatorio mi medicavano sempre con quello.

Non sembrò molto scosso da quella 'rivelazione'.
"Alcol, acqua ossigenata. Che differenza fa? E' un buon disinfettante lo stesso alla fine no? Tanto il sangue prima o poi si ferma."

Quando Evan ebbe finito con i punti, Panic fece per andarsene, ma venne bloccato.

CITAZIONE
-"DILLO che vuoi tornare qui la prossima volta con, al posto del sangue, un mare di pus che sgorga dalle ferite... DILLO che adori soffrire, che ami le infezioni..."

Panic tornò a malavoglia su quella maledetta sedia.

Uffa... voleva solo tornarsene nella sua stanza. Al momento si sentiva troppo fragile per uno scontro verbale con Evan, d'altronde il suo dannato orgoglio gli impediva di rimanersene zitto quando si sentiva attaccato. E decisamente, in quel contesto di sentiva attaccato.

Si mise nuovamente seduto puntanto gli occhi su Evan osservandolo con un'aria da 'basta che ti sbrighi'.
Tanto questa è l'ultima volta che mi vedi qui, la prossima giuro che preferisco rimanermene a morire dissanguato nella mia stanza. pensò E probabilmente lo preferirebbe pure lui... abbassò lo sguardo.

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Tell me something beautiful, tell me something free
I must be loved... ç_ç




Niklas P.O.V.


La gente avrebbe cominciato presto a prenderlo in giro... poteva vederli, mentre gli parlavano alle spalle...
E la nonna... la mamma non erano li per aiutarlo... non potevano confortarlo...
La mamma... sua madre l'aveva rincontrata da poco, e tutti dicevano che era stupido da parte sua affezionarsi a lei... ma era sua mamma...
E in quel momento era cosi lontana...
Ma non poteva scoppiare a piangere davanti a loro.
Alle persone cattive. Loro lo avrebbero preso ancora di più in giro...
Evan... oh, sicuramente non l'avrebbe consolato nei modi soliti, ovvero con un abbraccio e dolci parole sussurrate... oltre al fatto che era una cosa imbarazzante fra due maschi, ma Evan non avrebbe fatto una cosa del genere neanche se lo pagava.
Però era il suo unico amico.. e aveva dannatamente bisogno di sfogarsi.


"Alcol, acqua ossigenata. Che differenza fa? E' un buon disinfettante lo stesso alla fine no? Tanto il sangue prima o poi si ferma."

Niklas, socchiusa la porta dell'infermeria dove sapeva benissimo c'era Evan, guardò perplesso lo spettacolo innanzi a se.
Come una curiosa imitazione di Gesù, Evan stava praticamente camminando su un lago di sangue, cucendo la testa di un ragazzino che aveva appena detto... quella cosa la.
Aprì leggermente la porta, rendendosi visibile ai due... nel qual caso lo notassero.
L'espressione del suo volto era leggermente pensosa, la fronte aggrottata e la bocca socchiusa, mentre i due brillantini sulla guancia emettevano dei scintilliì alla luce, sottolineando in un qualche modo il candore della pelle.


-"....A dire il vero, l'alcool non è un disinfettante..."

Forse bastava per far capire a Evan che nella stanza c'era anche lui, no?
Chiuse delicatamente la porta dietro di se, guardando esitante i due nella stanza, quindi si sedette in una sedia, in un angolino lontano.
Non era il caso di disturbare il lavoro dell'amico, no? Soprattutto per il bene del ragazzino.
Però si sentiva cosi dannatamente... depresso...


[Poco dopo...]


Doveva essere finito... Sick aveva appena reciso l'ultimo filo e il ragazzo non perdeva più sangue.
Si, probabilmente aveva proprio finito... ed era anche ora...
Niklas rizzò la schiena, sulla sue sedia, guardando il ragazzo andare verso la porta, in silenzio.
Bhè, ora toccava a lui, no?


-"DILLO che vuoi tornare qui la prossima volta con, al posto del sangue, un mare di pus che sgorga dalle ferite... DILLO che adori soffrire, che ami le infezioni..."

Niklas, come un palloncino che si sgonfia all'improvviso, si riaccasciò sulla sedia, con un leggero sorrisetto sulle labbra.
Era forse l'unico che riusciva a trovare l'enorme potenziale comico che quel ragazzo possedeva.
D'altronde, gli altri erano cattivi... gli altri non andavano mai oltre alle apparenze...
Osservò per qualche istante il ragazzo, mentre si sedeva e abbassava lo sguardo... forse per il nervoso?
Forse si era offeso? Magari se l'era presa.
Evan aveva quel brutto vizio di essere brusco... ma gli altri avevano il brutto vizio di non capire mai quando si scherzava, però!
Portò il busto in avanti, accennando con la testa a Evan, con un sorriso sornione
.

-"Non dargli ascolto. Lui a volte è un pò brusco, ma è solo la dura corazza che nasconde un cuore d'oro..."

Niklas provava per Evan un'amicizia incredibile.
Era il suo primo e migliore amico, era un sorta di fratello, di cugino, di padre per lui...
Era una delle poche persone di cui si fidasse cecamente, una delle poche che sapeva avrebbe mantenuto il suo segreto...
Gli voleva parecchio bene... ma Evan non aveva un cuore d'oro. Semplicemente no.
Ma un semplice scherzo, ogni tanto...
 
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view post Posted on 17/12/2006, 03:23Quote
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Mentre Evan era intento nel suo lavoro su di lui, Panic lanciava di tanto in tanto un’occhiata al nuovo arrivato.
Chi era? Che diavolo voleva? Perché era lì? Probabilmente stava aspettando che... il ‘tizio’ che gli stava mettendo i punti (di cui non sapeva il nome e nemmeno gliene fregava nulla di saperlo), finisse il suo lavoro e che il ragazzo finalmente sloggiasse.
Panic non poteva che essere completamente d’accordo con lui.

CITAZIONE
-"Non dargli ascolto. Lui a volte è un pò brusco, ma è solo la dura corazza che nasconde un cuore d'oro..."

Si certo. Come no.

Sembrava quasi che il nuovo ragazzo stesse cercando in qualche modo di consolarlo.

Perfetto. Ci mancava questo che cerca di consolarmi. Devo avere un aspetto davvero patetico allora.

Il ragazzo ignorò completamente il commento, e lanciò a Niklas un'occhiata gelida, abbastanza urtato dal sorriso sornione che aveva fatto.
Era stanco, aveva mal di testa, la nausea a causa dell'odore intenso di disinfettante che aleggiava nell'aria e del sangue perduto, era seccato e arrabbiato, e quello lì sorrideva! Non riusciva ad immaginare niente di più urtante di un sorriso, e in quel momento in modo particolare.
"Mi hai sentito lamentarmi di qualcosa per caso?" disse in tono acido e infastidito.
Si sentiva decisamente meglio quando era solo con Evan. Quel suo modo di fare e quelle frasi semplici, taglienti e concise gli piacevano. Lo irritavano, parecchio anche, ma gli piacevano.
Sempre meglio di commenti non richiesti e sorrisi.

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C’è un Dio che ti abbandona. C’è un demone che ti salva. Spero che sia un Demone carino. Si dice che un uomo, se, nella sua vita, s’impegna a fondo in ogni cosa, possa ottenere le ali. Le mie ali sono nere come quelle di un pipistrello. Ma finche potrò volare mi andranno bene. In fondo, se avessi le ali.. m’intralcerebbero le mani.

Angel Sanctuary - Kaori Yuki
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Ho sentito che per te il rosso è il colore della penitenza...
Penitenza decisa da chi? Dio?
Dio non salva nessuno, ricordalo.
Tu sei l'unico in grado di salvare te stesso!
Sei libero di morire, è una buona via di fuga...
Nel caso tu morissi, le cose rimarrebbero immutate
Se invece tu decidessi di vivere... qualcosa potrebbe cambiare.

Saiyuki -Genjo Sanzo Hoshi

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Questo luogo non è il Paradiso.
Questo luogo non è l'Inferno.
Questo luogo non è niente che tu possa aver immaginato.

La Morte non è stata la Fine.
La Morte non è stata la Risposta.
La Morte è stata solo l'Inizio.

ORA COSA INTENDI FARE?

Darai retta alla voce nella tua testa
Che ti dice semplicemente di lasciar perdere tutto?

Oppure Combatterai ANCORA,
Amerai ANCORA,
Sentirai ANCORA la Passione
che ti impedisce di riposare in pace?

L'Oblio è la via d'uscita più semplice.
La Vita dopo la Morte è dura.

S C E G L I .

Avrai l'eternità per soppesarne le conseguenze.

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Koaku
view post Posted on 17/12/2006, 12:52Quote

Utente cancellato






Evan P.O.V.



-"Non dargli ascolto. Lui a volte è un pò brusco, ma è solo la dura corazza che nasconde un cuore d'oro..."

Solitamente, a tale frase, Hutch avrebbe risposto con una frase densa di acido, nel caso fosse di buon'umore. Se non era di buon'umore avrebbe semplicemente riempito l'idiota con enormi quantità di sedativo.
Non parlando poi nel caso non avesse dormito... il minimo era comunque lo squartamento.
In quel caso, però, essendo Niklas l'interlocutore, Evan si limitò a guardarlo con un caldo, gentile, adorabile sorriso.
Un sorriso cosi tanto caldo, gentile ed adorabile da essere senza alcun dubbio falso.


-"Qui c'è l'infermeria... Lo psicologo è due stanze più in la."

Detta questa frase, che per un attimo lo aveva distratto dal sapiente lavoro di mummificazione della ferita, tornò ad avvolgere la fronte del ragazzo con la garza, ringraziando mentalmente Niklas.
Un modo come un'altro per passare il tempo mentre medicava un'inutile essere vivente.


"Mi hai sentito lamentarmi di qualcosa per caso?"

Poteva essere buona educazione STRINGERE quelle garze fino al limite dell'impossibile, cosi, tanto per sfasciargli la testa, ma Evan si limitò a legarle, trattenendosi a stento.
Ecco perchè la bontà non pagava.
Ed ecco perchè sarebbe stato perfettamente inutile da parte di Evan tentare di uccidere il ragazzino.
Oltre che una grana incredibile.


-"Tecnicamente, la frase era riferita a ME, e sono IO a dovermi arrabbiare."

Anche perchè, se si seguiva il ragionamento di Evan, la frase detta da Panic era in aiuto dello scienziato-infermiere... e avrebbe dovuto rispondere con un semplice "mi hai sentito lamentarmi di qualcosa, per caso?"
Ma era infinitamente buono e giusto, quel giorno, quindi si limitò a quella frase, voltandosi poi verso Niklas, con un sorriso che non prometteva niente di buono.


-"Niklas.... sai, avrei voluto delegare questo lavoro ad altri, ma visto che mi hai onorato con questa considerazione buonista di me... non posso far altro che dare a te questo compito! Sai, bisognerebbe prendere un campione di bava da un cagnolino..."

Un cagnolino capace di staccargli un braccio, visto il morso sul volto del ragazzo, ma pur sempre un cagnolino...
 
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view post Posted on 27/3/2007, 11:18Quote
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CITAZIONE
-"Niklas.... sai, avrei voluto delegare questo lavoro ad altri, ma visto che mi hai onorato con questa considerazione buonista di me... non posso far altro che dare a te questo compito! Sai, bisognerebbe prendere un campione di bava da un cagnolino..."

Ecco, e adesso come se la sbrigava? Magari avrebbe potuto presentarglielo quel 'cagnolino'. Non gli ci sarebbe voluto niente.
Se non fosse che era così stanco.

"Hai finito?" domandò Panic d'un tratto riferendosi alla ferita. Non vedeva l'ora che finisse, non aveva ancora molta voglia di rimanere lì dentro.
La presenza di quel nuovo arrivato lo infastidiva parecchio.
Lo urtava terribilmente la gente sorridente...

La testa stava pericolosamente minacciando di esplodergli, chiuse gli occhi per cercare di placere il dolore. E la nausea.
Quando li riaprì l'aria era diventata stranamente pesante, afosa.
Oh no...
Alzò lo sguardo su Evan e Niklas. Domandandosi se fossero parte del sogno o erano reali. E se lo erano, se li aveva intrappolati nel suo incubo o se nemmeno si rendevano conto di ciò che stava accadendo.
Sentì un ringhio provenire dalle sue spalle.
Gli veniva quasi da ridere. Aveva appena pensato che avrebbe potuto presentar loro il 'cagnolino' che gli aveva provocato quella ferita. Ed ora era lì sul serio.
Solo che non sapeva se era solo lui a vederli oppure no.

Al ringhio proveniente dalle sue spalle se ne aggiunse un altro, ed un'altro ancora. Non osava voltarsi per vedere quanti ne erano comparsi.
Ma non ce n'era bisogno, preso li avvisto comparire anche avanti a se, da sotto i lettini dell'infermeria.
In pochi secondi erano circondati da orride bestiacce bavose.
Certo che doveva avere una mente veramente contorta per riuscire ad immaginare e dare forma a qualscosa del genere...

Non sapeva ancora se gli altri due vedessero come lui quelle orride bestiacce, ma una di loro si stava avvicinando minacciosamente ad Evan.
Se l'avesse fermato, e non le vedevano, probabilmente l'avrebbero preso per pazzo. Ma se non lo fermava...
Con la coda dell'occhio vide dalla bocca di uno dei mostri fuoriuscire una specie di tentacolo che si andò ad attorcigliare attorno alla gamba del lettino immediatamente accanto a Panic.
Il mostro sollevò il lettino come se per lui non pesasse minimamente e, dopo una breve rincorsa, lo lanciò verso il ragazzo.
Prontamente Panic si chinò per non essere preso, e il lettino si schiatò rovinosamente contro la parete.
Contemporaneamente la bestia che si stava avvicinando ad Evan saltò pronta ad aggredire l'uomo.
"Adesso basta. SPARITE!" ordinò Panic chiudendo nuovamente gli occhi per non vedere quello che sarebbe potuto accadere se avessero deciso di non ascoltarlo.
Quando li riaprì nuovamente delle bestie non c'era più traccia. Ma il lettino era ancora nel punto in cui il mostro lo aveva lanciato.
Bhè... se non avevano visto quelle bestiacce orride, almeno dovevano aver visto che 'qualcosa' aveva lanciato quel lettino laggiù. Forse non lo avrebbero preso completamente per pazzo.

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12 replies since 15/12/2006, 10:33
 
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